mercoledì 4 giugno 2008

Il Divo: l'ultimo film di Paolo Sorrentino



Era atteso con grande fervore l'ultimo lavoro di Paolo Sorrentino sulla vita di Andreotti, come simbolo di un epoca storica della politica (e non solo) italiana. Uscito nelle sale il 28 maggio 2008 e presentato a Cannes dove ha vinto il premio della giuria; grande conquista del cinema italiano insieme al Gran premio della giuria vinto da Gomorra.

Penso sia il caso di iniziare sottolineando alcuni leggeri dubbi, per poi dedicarci a ciò che rende uno splendore questo film.


I dubbi sono nel tessuto narrativo, storicamente parlando ci sono all'interno del film delle situazioni, vengono rappresentati fatti e caratterizzazioni che non sono del tutto testimoniate dalla realtà, vengono citati alcuni accadimenti che non si sa se realmente siano accaduti, anche se però per tutta la durata si è cercato di mantenere stabile le due linee di accusa e di difesa, o meglio di condanna e di assoluzione, comunque il peso della condanna è stato forse preponderante.




Oltre a questo: un grandissimo film. Sorrentino si è letteralemente sbizzarrito a mettere in opera tutto il suo potenziale tecnico, con un estrema coscienza ha diretto il film. La sua presenza si sente nelle scene, e non da fastidio, anzi ci accompagna in modo splendido, affascinante, attraente, eccitante, divertente (artisticamente) nello scorrere dei frames. Rendendo in chiave grottesca la storia politica dell' Italia e in particolare della vita di Giulio Andreotti interpretato magnificamente da Toni Servillo. Scelte precisissime nelle angolature, nelle inclinazioni, nelle inquadrature, nei movimenti di macchina, nella fotografia, nel montaggio: insomma in ogni campo della produzione cinematografica si è cercato di dare il meglio e dare un tocco di arte vera e propria...si è dimostrato, il regista, erede portatore di tutta la storia del cinematografo, in questo film c'è tutto dalle lezioni russe sul montaggio di Kulesov, a Hitchcock, al grottesco di Elio Petri, al cinema di Tarantino, allo splendore del cinema italiano dell'epoca d'oro e tanto altro ancora...
Per non parlare poi delle interpretazioni degli attori: Toni Servillo è sublime, si conferma (ma già lo sapevamo da tempo, sempre grazie a Sorrentino e anche prima) uno degli attori più bravi della scena cinematografica e teatrale italiana. Altra nota, oltre a tutto il cast ovviamente, la devo, forse anche per affetto personale, a Carlo Buccirosso: strabordante, trasforma il suo lato comico al servizio dello sberleffo e della caricatura, una caratterizzazione fatta ad arte nei panni di Cirino Pomicino, si è dimostrato molto di più di un semplice attore comico, dimostrando di poter affrotare anche altri tipi di ruoli.
Altra cosa incredibile del film è stata il trucco: una straordinaria capacità di camuffare gli attori per farli assomigliarre il più possibile ai personaggi reali, è proprio il caso di Buccirosso e Servillo, per altro quest ultimo ci ha dimostrato come ha "truccato" anche la propria personalità, trasformandosi nel fratello segreto di Andreotti: una trasformazione completa, dalla voce e la dizione, al portamento, ai gesti rituali; dimostrando così tutta la sua provenienza teatrale di gran classe.

Il divo insieme a Gomorra sono un forte segnale di ripresa del cinema italiano, per il quale tutta la nostra redazione è affascinata e crede fortemente in un possibile ritorno allo splendore, questi due film ne sono la testimonianza!!!






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